Storia

Nel 1955, quando sul territorio del Comune di Erto e Casso si stava costruendo la diga a doppia curvatura più alta del mondo sbarrando il torrente Vajont, Erto con Casso contava 2.100 abitanti che con il passare degli anni sono diminuiti a 1.600. Nel 1956 nella scuola di Casso c’erano 80 alunni. La tragedia del 1963 ha disperso molti abitanti nei paesi vicini. Attualmente i residenti ad Erto sono circa 430 di cui un centinaio a Erto, venti-venticinque a Casso e il rimanente in località Stortan. Gli Erto-cassanesi si trovano oltre che a Erto e Casso: a Nuova Erto di Ponte Nelle Alpi, a Longarone, a Cimolais, a Claut, a Vajont e nel villaggio “alla Roiatta” di San Quirino (PN).

Oggi la popolazione di Erto e Casso è impegnata prevalentemente nell'edilizia e nelle occhialerie o nelle altre industrie che si trovano nella vicina Longarone. Sul territorio l'unica industria presente fino una decina di anni fa era un'impresa di Massa Carrara che estraeva marmo "ramello rosso e ramello bruno" a quota 1800, ora c’è un salumificio in località Frasèin presso il bivio per Casso, al di fuori della frana che però non impiega nessun paesano.

E' il 9 Ottobre 1963 la data che purtroppo segna la storia di questo paese. Un'immane ondata, provocata dalla frana del monte Toc che precipita nel sottostante lago artificiale, distrugge molte borgate, provoca oltre 200 morti (ed oltre 1700 a Longarone, Castello Lavazzo ed altri centri in provincia di Belluno) e determina una immediata evacuazione del paese.

In seguito Erto fu dichiarato "zona a rischio" e venne deciso il trasferimento degli abitanti in zone sicure. Gli ertani ed i cassani, dovettero trasferirsi in altri centri abitati:, molti scelsero di ricostruire a Vajont, Ponte nelle Alpi (BL), Longarone (BL). I più affezionati al luogo d'origine si ostinarono a non voler lasciare il paese, riconquistano l'abitabilità dei vecchi abitati a suon di posti di blocco ed azioni di forza, vivendo anche senza luce. Solo diversi anni più tardi dopo lunghe battaglie, verso il 1970 si dette inizio alla ricostruzione più a monte del vecchio abitato a quota 830 mt. (quota sicurezza) nella località chiamata "Stortan", mentre nei vecchi centri rimasero solo una decina di famiglie. Ultimamente molte persone che lasciarono il paese dopo la tragedia stanno ritornando a sistemare le loro vecchie case, trovando strade, acquedotto e servizi grazie a coloro che hanno avuto la forza ed il coraggio di rimanerci 30 anni fa.

Erto per la sua architettura di montagna, spontanea e particolare, nel 1976 fu dichiarato monumento nazionale e pertanto vincolato con la legge 1089 del 1939.


Comune di
Erto e Casso


Parco Naturale Dolomiti Friulane

Dove mangiare:

--Ristorante Al Cervo Bianco Tel 0427.879077

--Ristorante Gallo Cedrone Tel 339.5616728

--Ristorante Julia Tel 0427.879080

--Ristorante Hotel Erto Tel 0427.879053

--Ristorante Pizzeria Stella Tel 0427.879025

--Enoteca Da Corona
Tel 392.8052956

--Rifugio Casera Ditta Tel 0427.879010

--Rifugio Maniago
Tel 0427.879144

--Bar K2
Tel 333.2038810

--Bar La Roccia Tel 328.8695302



www.erto.it


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Pro Loco di Erto e Casso Via IX Ottobre - 33080 Erto e Casso (PN) e-mail: info@prolocoertoecasso.it Tel. 347.6773472

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